Il web dopo Megaupload: alla ricerca di nuovi equilibri…

Dopo la chiusura del popolare portale di archiviazione online, per il palese diffuso scambio di files piratati tramite i suoi server, è forse il caso di affacciarsi alla finestra del web e compiere le prime valutazioni a breve periodo sugli effetti di tale operazione. Ricordiamo en passant che i dettagli dell’operazione “megaupload crackdown” sono reperibili sul sito internet dell’Fbi, al seguente indirizzo: http://www.fbi.gov/news/pressrel/press-releases/justice-department-charges-leaders-of-megaupload-with-widespread-online-copyright-infringement.
Innegabili sono stati gli effetti a tutela del copyright, e molteplici dichiarazioni di soddisfazione da parte delle principali major nazionali ed internazionali sono a testimoniarlo; caduto il colosso, inoltre, svariati ed agguerriti concorrenti a Megaupload.com, che esercitavano analoghe attività (per esempio, Fileserve.com e Filesonic.com), hanno spontaneamente deciso di sospendere le proprie attività, effettuando un vero e proprio “fall-back” su attività più strettamente legali, in buona sostanza consentendo il download di un file caricato al solo utente che lo ha caricato, ed, in alcuni casi, anche chiudendo i propri server americani.
Inoltre, quei concorrenti che hanno continuato a consentire il “file-sharing” si stanno mostrando molto più sensibili, per ciò che riguarda le segnalazioni di materiale illegale sui loro server (le cosiddette “Dmca Complaints”): è chiaro che, per costruire una reputazione il più possibile differente da quella del colosso sino-neozelandese, tutte le società che offrono spazi di archiviazione online, al di là della mera previsione di generica responsabilità contrattuale  (generalmente, è sempre presente la previsione che lascia all’utente ogni maggior responsabilità per i files che carica), faranno certamente ben più massiccio uso del loro “potere di rimozione” files/account, a seguito di segnalazioni circostanziate. Intanto, autorevole stampa (http://www.theinquirer.net/inquirer/news/2142123/megaupload-deleted) riporta oggi che l’Fbi avrebbe già iniziato a dare disposizioni per la cancellazione dati personali e file illegali dai server americani sequestrati alla società, e che l’utenza “legittima” sarebbe già sul piede di guerra per questa decisione.
E’ presto per dire quali saranno gli effetti di tale nuovo equilibrio che verrà a crearsi: la redazione di Italiaudiovisiva e del progetto “Italy: a Media Creative Nation” continuerà a monitorare la situazione con particolare attenzione.

( a cura della Redazione di Italiaudiovisiva – G. ) 31 gennaio 2012

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